Esperienza 10:
la "storia di adozione di Rinaldo e Laura"


(ultimo aggiornamento di questa pagina: 16/01/03 )

Ho chiesto via e-mail a Rianaldo se potevo pubblicare la sua esperienza in questa sezione del sito, benché fosse già presente on line (con foto del Vietnam), nel suo sito http://www.geocities.com/robyvanlong. Anche la sua risposta è stata immediata e calorosa: "Ciao Enzo, mi fa molto piacere che tu voglia inserire la nostra storia nel nel tuo sito. Buon anno anche a te e fammi sapere."


Grazie Rinaldo.


Indice
Se desideri leggere pił tranquillamente off-line questa "storia di adozione", ti consigliamo di stamparla!




E' arrivato Roberto!!!


Sono passati ormai tre lunghi anni da quando, trepidanti, ci siamo rivolti alla "mitica" signora Zucchino del Tribunale dei Minori di Torino per presentare la nostra domanda d'adozione ... e finalmente, direttamente dal Vietnam, eccolo tra noi il piccolo Roberto!

Non si può certo dire che la nostra sia stata un'adozione facile perchè di "disguidi" ce ne sono capitati parecchi. La nostra avventura con l'associazione N.A.A.A. comincia un lunedì di luglio del 1999 quando, dopo aver parlato con una coppia di amici del nostro paese che tramite loro avevano adottato una bella bimba vietnamita, decidiamo di recarci nella vecchia sede di Nole Canavese (To) per fare quattro chiacchere con il signor Ferruccio. Sarà stato l'ambiente informale, sarà stata la faccia simpatica dello "zio Ferrry", fatto sta che decidiamo di iscriverci anche se non abbiamo ancora il decreto di idoneità e cominciamo a compilare la prima parte della documentazione per poter adottare in Vietnam.
I mesi passano e finalmente, dopo esami, test psicologici, colloqui con assistenti sociali e quant'altro arriva il sospirato decreto. Subito telefoniamo al N.A.A.A. che ci spiega come proseguire la preparazione della documentazione necessaria. Comincia un periodo di corse tra anagrafe, prefettura, procura, notaio ... aiuto!!!!
Ma alla fine tutti i documenti sono a posto e vengono inviati in Vietnam per le procedure di abbinamento.
E così siamo arrivati ai primi di marzo 2000, veniamo convocati per partecipare al corso di formazione che dura due giorni nella nuova sede di Ciriè (To). In quella occasione conosciamo altre coppie che, come noi, hanno deciso di adottare un bimbo vietnamita. Non stiamo più nella pelle ... chissà quando toccherà a noi?
Il 28/04/2000 arriva una telefonata dal N.A.A.A. che ci convoca per comunicazioni nel suo ufficio. E' sabato mattina quando ci danno la foto di Quoc Thang, un bel bimbo di 10 mesi di Can Tho nel sud del Vietnam.
La gioia è talmente grande che si piange per tutto il tragitto Ciriè/casa. E poi a casa si continua con genitori e parenti vari. Passano due mesi frenetici di corse all'acquisto di vestitini, biberon, armadi, lettini ... e chi più ne ha più ne metta!!! Poi una bella mattina di luglio (il 5 per l'esattezza) veniamo convocati nella sede del N.A.A.A. per ulteriori comunicazioni. "Finalmente si parte!!!" - pensiamo noi. Invece, arrivati in sede, troviamo tutto lo stato maggiore schierato che, dopo averci fatto sedere, ci comunica con grande rammarico che, per cause non dipendenti dalla loro volontà, il "canale" di Can Tho è stato chiuso e purtroppo il nostro piccolino non può più essere adottato. Non dimenticheremo mai quel momento, Laura, mia moglie, scoppia in un pianto incontrollabile e io rimango inebetito e senza parole.
Comunque ci dicono che la documentazione che avevano inviato fortunatameente era stata recuperata ed inviata ad Hanoi alla sede centrale dell'I.M.H., l'agenzia americana a cui si appoggia il N.A.A.A. per le adozioni, per procedere ad un nuovo abbinamento e che era solo questione di poco tempo. "Fatevi le ferie", c'è stato detto," e al vostro ritorno" ... pecccato che a settembre a causa del cambiamento della legge sulle adozioni, tutte le associazioni erano impossibilitate a proseguire le varie pratiche perchè non si conosceva ancora il contenuto della nuova legge. Così passa anche ottobre. Poi, a metà novembre, ci viene richiesto dal N.A.A.A. l'aggiornamento di alcuni documenti in precedenza presentati ... perciò corri di nuovo all'anagrafe poi in procura e in prefettura e speriamo che sia la volta buona!!!!. Mandiamo tutto al N.A.A.A. e restiamo in attesa. Arriva il Natale: che tristezza, pensavamo di essere in tre ed invece ...
Poi il 10 gennaio 2001 ci telefona lo zio Ferry dicendo che ci aspetta per il venerdì successivo in sede. Arrivati lì incrociamo altre coppie che erano attese per il corso e rimaniamo spiazzati: ci vorranno mica far rifare il corso? Ma all'ingresso Cinzia ci viene incontro, abbraccia mia moglie e le dice di andare al piano di sopra che c'è una bella sorpresa. E così ci viene "presentato" Van Long, una piccola creaturina di appena 6 mesi che ci guarda con due occhioni neri quasi ci dicesse: "Allora, ... io vi sto aspettando, quando venite?".
Questa volta però niente lacrime, sarà per l'esperienza precedente, manteniamo un apparente senso di distacco, quasi a dire finchè non c'è l'abbiamo non ci crediamo. Comunque, la corsa all'acquisto di vestitini scatta quasi subito. Intanto i gioni passano, finisce gennaio, finisce febbraio, ... poi il 30 marzo alle 16.00 mi telefona Ferruccio e mi dice di preparare le valige che venerdì 13 si parte. Finalmente!!!! I 14 giorni che ci separano dalla partenza passano in un batter d'occhio tra ultimi acquisti e preparazione delle valige ... avremo preso tutto?


Venerdi 13/04/2001
Finalmenete alle 10.30 ci imbarchiamo sul volo Air France per Parigi dove sbarchiamo 65 minuti dopo. Il volo per Hong Kong parte alle 13.30, abbiamo appena il tempo di attraversare tutto l'aeroporto per fare il check-in ed imbarcarci sull'aereo della Cathay Pacific. Il volo dura 12 ore che, tra un pasto, un pò di tv e qualche sonnellino, passano abbastanza rapidamente ed arriviamo alle 06.30, ora locale. Qui ci aspetta un'attesa di sei ore prima di imbarcarci sul volo Vietnam Airline per Hanoi dove arriviamo alle ore 15.30 locali.
L 'impatto con il cclima locale è terribile, un'afa che ti toglie il respiro. All'uscita dall'aeroporto ci aspetta il ragazzo dell'hotel che con il taxi ci porta a destinazione. Il tragitto dall'aeroporto all'hotel è stata la cosa più traumatica che ci sia capitata negli ultimi trent'anni, sembrava di essere in un videogioco, dove tutti ti venivano addosso ma un'attimo prima dell'impatto miracolosamente si scansavano!!!!
Arriviamo all'hotel Claudia alle 17.30 stavolti ma felici, abbiamo giusto la forza di buttare giù una bistecca e poi a dormire. Il mattino dopo la signora Thuy, proprietaria dell'hotel e soppranominta mamma Claudia, in un mix di italo-inglese, ci spiega che nel primo pomeriggio assieme a Bobo, referente N.A.A.A. presso l'I.M.H., ed altre coppie americane ci saremmo recati all'orfantrofio Cau Giay a prendere i bambini. E così alle 13.30 il furgone del'I.M.H. ci porta in questa struttura che, vista da fuori, sembra reduce da un bombardamento yankee mentre, vista da dentro, è pure peggio. Mentre ci guardiamo intorno cercando di scoprire dove poteva essere, in mezzo a tante povere creaturine abbandonate a se stesse in questo posto orrendo, Bobo ci chiama per primi e ci porta dalla direttrice. Questa ci consegna un fagottino di appena 5 chili che, come ci vede, ci stampa un sorriso così grande che ancora adesso che scrivo mi viene la pelle d'oca. Non riuscivamo ancora a crederci, ma era vero, era li sotto i nostri occhi gonfi di lacrime, nel giro di cinque minuti tutte le coppie che erano con noi avevano ricevuto il loro "fagottino" e l'orfanotrofio si era trasformato in una succursale del nuro del pianto!!!!
Riavuti dal bellissimo choc, consegnamo alla direttrice due borse di vestitini e giocattoli per i più sfortunati che dovranno rimanere li e dopo foto e filmini di rito torniamo in albergo dove la signora Thuy ci accoglie con un bel mazzo di fiori e, con occhio esperto, controlla che il bimbo non abbia nessuna malattia. Per nostra fortuna non ha né scabbia né pidocchi, ha solo alcune macchie dovute a carenza di vitamine che nel giro di pochi giorni spariranno.

E' stata la più bella Pasqua di tutta la nostra vita. La prima notte con Roberrto passa tranquilla e il giorno dopo con Bobo e gli altri Americani ci rechiamo alla casa del popolo della provincia di Vinh Phuc per la cerimonia. Tra andare, cerimonia e ritorno ci siamo stati tutta la giornata! Arriviamo in hotel stravolti e con le ossa a pezzi a causa dell'aria condizionata del furgone, alcuni bambini si sono raffreddati, Roberto compreso, e così in hotel mamma Claudia ci da uno sciroppo per il raffreddore. I giorni successivi li passiamo nei vari uffici Vietnamiti per legalizzare i documenti e richiedere il passaporto che ci viene rilasciato il giovedì successivo. Sono passati cinque giorni dal nostro arrivo, ci manca solo più il visto d'ingresso in Italia e possiamo rientrare. Così venerdì 20 aprile con Bobo mi reco all'ambasciata italiana per richiedere il visto d'ingresso. Qui un'impiegata zelante ed a conoscenza di tutte le leggi italiane mi dice che noi non eravamo autorizzati ad adottare un bambino in Vietnam perchè il N.A.A.A. non aveva ancora avuto l'autorizzazione da parte della commisione adozioni e secondo lei la data del nostro abbinamento era posteriore al limite massimo per rientrare nella vecchia normativa e che poteva trattarsi di un'addozione illegale, ... comunque si sarebbe informata ma ci lasciava poche speranze. Panico totale, torno in albergo con gli occhi fuori dalle orbite, mia moglie pensa subito ad un incidente, ma quando gli racconto l'accaduto è ancora peggio.
Decidiamo di telefonare in Italia anche se sono le 6 del mattino, l'unico numero che abbiamo è quello di Cinzia, la tiriamo giù dal letto molto dispiaciuti, ma in quel momento era la nostra unica speranza, e lei si è dimostrata una "zattera" molto solida che si è messa subito in movimento per tirarci fuori da questa tempesta. Così più tardi riceviamo un'e-mail dalla signora Maccanti, la presidente dell'associazione, che ci dice di non preoccuparci che è tutto perfettamente regolare, in quanto il nostro decreto e l'affidamento dell'incarico all'associazione era antecedente all'entrata in vigore della nuova legge (normativa che la "zelante" non conosceva!!!) e che tutte le procedure erano state avviate. Peccato che, oltre che ad aver a che fare con degli incompetenti ad Hanoi, anche a Roma alla Commissione non scherzano affatto! Infatti l'autorizzazione all'emissione del visto viene inviata all'Ambasciata senza le varie firme, date e timbri che ne certifichino la validità. A seguito di questo fax non firmato (probabilmente per una svista dell'impiegata!!!!) l'Ambasciatore pensa bene di comunicare alla Commissione notizie lette su un giornale di pettegolezzi locali riguardo alcune irregolarità commesse dall'I.M.H., a questo punto alla commissione a Roma, per cautelarsi, cominciano a richiedere tutta una serie di documenti e certificazioni che solo grazie alla competenza della signora Maccanti riusciamo ad accontentare. Così le settimane passano ... e dalle 3 iniziali diventano 4, poi 5 e la paura di dover lasciare lì il nostro piccolino è sempre più grande. Poi finalmente martedì 22 maggio arriva il benedetto fax della Commissione, questa volta con tutte le firme ed i timbri al posto giusto. Venerdì 25 vado a ritirare il visto: adesso possiamo finalmente tirare un respiro di sollievo.

Sono passate 6 settimane dal nostro arrivo ad Hanoi e finalmente sabato 26 maggio alle ore 10.45 ci imbarchiamo sul volo Vietnam Airline per Hong Kong con il nostro pupetto. Anche il volo di ritorno non è stato una passeggiata, ma ormai nulla poteva fermarci. E dopo 36 ore di decolli, atterraggi e attese nei vari aeroporti arriviamo a casa accolti dall'abbraccio dei nostri cari. Adesso finalmente possiamo goderci il nostro "chicco di riso" che, dopo tanto penare, ci sta ripagando di tutte le tribolazioni passate.

Rinaldo e Laura

 


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