Le vostre lettere

( ultimo aggiornamento di questa pagina: 10/08/06 )




Raccolgo in questa pagina alcune delle email che ho ricevuto e che contengono informazioni che penso siano utili già di per sè o nella mia risposta. !

Se desideri contattarmi utilizza il blog o scrivimi (in quest'ultimo caso fammi sapere se acconsenti la pubblicazione il tuo scritto nel sito ed eventualmente anche la tua email: che potrebbe servire a qualche visitatore per chiedere a sua volta a voi qualche consiglio o chiarimento)!!

 

Nel seguito ci sono alcuni commenti che ci sono giunti e che pubblichiamo con il loro consenso:

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Lettera di Alberto

Ciao, sono Alberto ...., nel mio certificato di nascita nel campo della madre ho "donna che non consente essere nominata" e nel campo del padre ho " - - - - - - - - - - " quindi non conosco nulla delle mie origini.

Questa cosa ad oggi mi fa ancora molto male, in ogni caso voglio un bene dell' anima hai miei genitori (adottivi).

Comunque, sono stato adottato quando avevo 6 mesi, quindi non ricordo nulla, a parte tutti i racconti che mi furono narrati quando ero piccolo.

I miei mi dissero fin da piccolo dell' adozione, non entrando nei particolari ma comunque sono cresciuto consapevole della cosa.

Quando avevo 8 anni, iniziai ad avere degli incubi notturni, riguardanti la morte dei miei genitori adottivi ed iniziai ad andare da una psicologa, questa " terapia" durò fino verso i 13/14 anni, alla fine di tutto il risultato fu che avevo paura di un'altro abbandono.

La mia vita è sempre stata piena di fallimenti, scolastici e personali ma fortunatamente mai sociali. Non ho mai finito nessuna delle 4 scuole che ho provato a frequentare dopo la 3 media.

Ho sempre pensato, che se solo avessi una occasione per conoscere la mia vera madre e farmi raccontare tutto quello che, ovviamente, vista la tenera età, non rammento, mi sentirei molto meglio. Non ho mai provato a cercarla, anche perchè è impossibile ... una volta mi dissero che i documenti venivano bruciati.

Mi sono sposato, tra 7 giorni compio 28 anni, ho una moglie che mi ama ed una bellissima bambina di poichi mesi. Mia figlia è l'unico legame di sangue che ho a questo mondo ed è una cosa meravigliosa: in ogni caso quando penso all'adozione mi viene ancora da piangere.

Mi sono realizzato nel ambito lavorativo, grazie hai soldi dei miei. Ma mi sento molto vuoto.

Grazie per il mio sfogo, vorrei dire tante cose ma ci riesco molto di più parlandone, non scrivendole.

Risposta:

Ciao Alberto.

Lettere come la tua commuovono, soprattutto quando chi le legge ha appena adottato una bimba! L’affetto che provi verso i tuoi genitori adottivi ed il fatto che, nonostante le difficoltà, ora hai una vita tua in cui c’è amore, dimostrano che non sei assolutamente “vuoto” come dici di sentirti.

Spero che, quando sarà grande, anche mia figlia adottiva possa scrivere frasi quali alcune che tu hai scritto (es. ”voglio un bene dell’anima ai miei genitori adottivi”, “la mia bambina è una cosa meravigliosa”) perchè vorrà dire che i nostri sacrifici di genitori avranno dato i loro frutti.

A presto

Enzo

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Lettera di Cristina

Oggi sono molto depressa perchè l'ente a cui ci siamo rivolti per l'adozione del nostro bambino, Evgheny di 13 anni bielorusso, ci ha rimandato per l'ennesima volta la data della partenza per la Bielorussia.

La nostra adozione è "particolare" rispetto alle adozioni di cui ho letto nel sito. Non ho trovato altre testimoninze di adozioni di bambini grandi e che hanno già avuto contatti con la famiglia adottiva, come il nostro. Il mio Je (come lo chiamiamo noi, Eugenio, come vuole essere chiamato lui) è periodicamente (ormai da 4 anni) nostro "ospite" dalla Bielorussia. Viene da noi per 3 mesi l'anno e per i restanti mesi vive in un orfanatrofio bielorusso in cui è stato collocato dallo stato all'età di 4 anni. Allontanato dalla famiglia di origine, che ha perso la patria potestà e non lo ha più cercato.

La nostra adozione ha un iter particolare rispetto alle altre, non c'è la fase di "abbinamento" e la relazione sociale della psicologa è molto dettagliata sul rapporto ormai radicato fra la famiglia e il bambino.

Quindi dovremmo essere dei genitori adottivi "privilegiati". Viceversa siamo letteralmente massacrati. Gli enti (eccetto tre) non gradiscono questo tipo di adozioni e non si fanno nessuno scrupolo a evidenziarlo (N.A.A di Bergamo per primo). Altri, come quello a cui ci siamo rivolti noi, ci considerano un " numero di pratica". non comprendono l'ansia di due genitori che si sentono GIA' genitori di un bambino che è già affettivamente, mentalmente e socialmente inserito nella nuova famiglia, che sta aspettando, minuto dopo minuto in un istituto. un bambino a cui hanno fatto credere fin da piccolo che non c'è alcuna speranza per lui, che nessuno lo avrebbe voluto mai.

Come possiamo essere credibili noi dopo 3 rinvii e non si sa quando partiremo (i documenti stanno per scadere, ma all'ente non interessa non sono loro a subire le visite mediche).

Scusate lo sfogo, ma credetemi a nessuno interessa niente di questi bambini, solo a noi.

Cristina.

 

Lettera di Luca

Ciao,

mi chiamo Luca e sono anche io un futuro genitore adottivo. Leggo sempre molto volentieri tutte le notizie che pubblicate sul vostro sito e ritengo che sia soprattutto un veicolo fatto di speranze ed attese un pò meno sofferte. Mi sono soffermato sulla sezione dedicata ai tempi dell'adozione e, con mia profonda delusione, ho potuto constatare che la situazione nei comuni più piccoli o comunque del nord italia sono generalmente più svelte. Io e mia moglie risiediamo a Roma e, pur avendo iniziato tutto l'iter a fine dicembre 2003 e ultimato tutti gli accertamenti medici con tanto di certificato consegnato al tribunale ad aprile, siamo (2/9/2004) ancora in attesa di una chiamata dai responsabili dei servizi sociali adibiti al colloquio conoscitivo anticamera del decreto di idoneità. Mi chiedevo se tutto ciò avesse una logica o se comunque non vada in contrapposizione con ciò che stabilisce la legge. Sono particolarmente infastitido di questa situazione che protrarrà ancor di più i tempi di attesa già di per se molto lunghi. Leggevo sui giornali che delle circa 3000 richieste di adozioni annue ben 635 sono nel solo comune di Roma e se sommiamo il fatto che il sottoscritto abita nel municipio più popolato, vien da sè che una speranza di velocità da parte delle nostre istituzioni rappresenta per lo più un miraggio. Che fare dunque?

Quello che più mi inquieta maggiormente di questa faccenda é il fatto di dover attendere non per avere un abbinamento, ma bensì per una mancanza istituzionale! Tutto il tempo che si perde é praticamente per produrre scartoffie il che equivale al nulla!!!

Grazie e mi scusi per lo sfogo!

Luca Giovagnoni

Risposta:

... pensa che noi (TdM di Torino), tra la presentazione della domanda di adozione e la bimba in Italia, abbiamo impiegato quasi 4 anni!

Noi l’abbiamo presentata quando non c’era la “nuova” legge, ... forse adesso la situazione è un po’ migliorata ma non completamente e non in modo uniforme sul territorio nazionale.

A presto

Enzo

Lettera di Jyothi ()

Ciao ... beh, non so bene come iniziare ... sono una ragazza indiana, Jyothi (il nome originale per intero sarebbe Brahma Jyothi), vivo in trentino con i miei genitori adottivi. Ora ho 22 anni, ma, anche se la mia storia, per quel che so, non è complicata, mi piacerebbe condividere le mie emozioni ed i miei pensieri, le mie domande e le mie autorisposte con qualcuno.

Sono nata il 17 luglio 82 a Ullal, Karnataka, India ... o almeno credo ... insomma, so che i miei genitori mi hanno adottato in una missione (brefotrofio) ad Ullal, un luogo per ragazze madri.
A differenza di altri, io non so proprio nulla delle mie origini ... avrei sempre avuto mille domande ma, per timore di fare del male ai miei genitori adottivi, per paura che potessero pensare che magari non stavo bene con loro, non ho mai chiesto nulla ... solo una volta, ricordo, ho chiesto il nome di mia madre, mi hanno detto che si chiamava Marguerite. Tutt'ora la curiosità, la NECESSITA' di sapere è ancora viva in me. Mi pento di non aver fatto domande prima, ora è difficile, ho un carattere riservato e non riesco ad affrontare l'argomento con NESSUNO, è una cosa che mi porto dentro perchè, sebbene io stia piu che ben qui, in Italia, in Europa, il richiamo della mia India è forte, pure ogni volta che provo a guardare un documentario, ogni volta che tento di informarmi qualcosa mi spinge a lasciar perdere, credo sia la paura di affrontare questa situazione ....

Sono stata adottata a 12 (16,18,20,22) mesi circa, in questo paesino, di cui non riesco a trovare informazione nè foto, oltre a quelle mie che ho a casa ... non ho ricordi perchè ero troppo piccola, vorrei riuscire a contattare il luogo d'adozione ma non so come fare, vorrei conoscere qualche ragazza indiana con cui confrontarmi, con cui parlare della mia india, con cui scambiare i miei stati d'animo, i miei pensieri su questo modno così lontano ma che in fondo portiamo nel cuore ....

Mi chiedo spesso perche i miei ge nitori, quando hanno visto che non chiedevo nulla, non abbiano parlato loro, perchè non mi hanno raccontato nulla ... a volte ho degli istanti in cui li colpevolizzo per non aver compreso il mio desiderio, la mia necessita di sapere, mi rendo conto che la mia insicurezza a tutt'oggi è dovuta anche a questo fatto, quando le persone mi chiedono qualcosa (che poi, la gente veramente a volte è troppo insistente, non ha alcuna sensibilità) ed io non rispondo nulla perche NON SO NULLA mi sento come su un vulcano in eruzione. Comunque, poi alla fine mi rendo sempre conto che è sciocco colpevolizzarli: probabilemente per loro era difficile quanto per me spiegarmi determinate cose, perchè bisogna capire quand'è il momento giusto ... e non è facile.

Mi rendo conto che forse sono stata molto confusionaria, ma, gentilemnte, vi chiederei se potreste raccontarmi qualcosa di questa India così cara e così ignota, sconosciuta, che mi chiama giorno e notte, ed io faccio orecchie da mercante, e perchè voglio andarci con tutta me stessa, ma con calma, non solo per un paio di settimane, e soprattutto non con viaggi organizzati ... voglio andarci quando avrò finito gli studi.
Mi viene in mente una cosa, ora ... mio padre mi dice che sono "proprio Indiana", perchè, sebbene io sia molto vivace, ho un temperamenteo tranquillo, le cose le faccio (o le vorrei fare) con calma, ho i miei tempi, i miei silenzi, non mostro quando e quanto sto male ...
Mi ha sempre stupito, poi, una cosa: molte persone dicono che la fisionomia del mio viso assomiglia a quella di mio padre, mi dicono che "sono sputata", ... così come spesso mi dicono che, al telefono, ho la voce uguale a quella di mia madre ... sono tutte cose che mi provocano strane emozioni, dentro, ma che non esterno perchè .. .beh, perchè non le saprei spiegare.

Vi ringrazio di tutto.

Un abbraccio stretto che, per quanto non vi conosca, mi viene dal cuore e, se posso, un consiglio: spiegate sempre tutto a vostra figlia, anche se non dovesse chiedere e, soprattutto ... mia madre spesso dice "ti conosco e so come sei" e frasi di questo tipo ... non lo fate ... per quanto io viva con i miei da 21 anni, comunque loro conoscono solo quello che vedono, ma non quello che si agita all'interno del mio cuore e della mia mente ... forse è solo una questione di forma ... mio padre non mi dice "ti conosco", mi dice "per quel che ho sempre visto di te " ... è già diverso, significa che ha capito una cosa fondamentale ... che, per quanto i genitori non siano quelli che ti mettono al mondo ma quelli che ti allevano, una piccola parte importante è costituita anche dal dna, dal sangue che ci scorre nelle vene ... mia madre ha molti punti di contatto con mia sorella, perchè è figlia loro, e quindi qualcosa ha ereditato da loro ... io ho un mio carattere che è veramente completamente diverso ... questo mio padre l'ha capito, mia madre invece pretende di capire tutti miei atteggiamenti, i miei modi di fare, le mie affermazioni ...

Grazie ancora,

jyothi

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La mia risposta:

Cara jyothi,

mi ha fatto molto piacere ricevere la tua email … ed ho provato una forte emozione leggendo i consigli che semplicemente hai saputo dare a noi che siamo agli inizi di una avventura di adozione, essendo la nostra figlia con noi solo da un anno. Nostra figlia è nata in Colombia e della “tua” India sappiamo meno di quello che un qualsiasi libro di geografia c’è scritto!

Anche nostra figlia, seppure non abbia ancora 5 anni, dice la “mia Colombia”, quando si parla del suo Paese natale … proprio come hai fatto tu nella tua email!! È strano come un Paese che hai visto solo per pochi mesi comunque ti rimanga nel cuore per tutta la vita ….

Penso che tra qualche anno ritorneremo in Colombia a trascorrere le vacanze, anche perché abbiamo conosciuto persone splendide con cui abbiamo ancora dei contatti (alcune sono addirittura venute qui in Italia a trovarci a casa nostra!). … e penso che anche tu avrai occasione di andare a vedere di persona il tuo Paese di origine e sarà sicuramente una forte emozione … anche se forse lo troverai “diverso” da quello che hai sempre immaginato.

Un abbraccio

Enzo

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La sua risposta:

Sono felice che siate finalmente riusciti a cogliere il frutto del vostro amore, che avete tanto desiderato ... sono davvero felice.

Grazie per avermi risposto .... già è davvero strano ... qualcosa di cui all'inizio, da bambino, non sei pienamente cosciente, è qualcosa che senti dentro, come un urlo ... poi crescendo lo comprendi, lo accetti, lo ascolti, a volte urli con lui ... è un richiamo ancestrale, qualcosa di importante, qualcosa che ti rende fiera di essere quel che sei.

La suora che mi tenne in India, suor Maria grazia ... lei è di Bergamo, ma da 4 anni è stata fatta tornare in Europa, anche se non le hanno spiegato il motivo ... ora è in Inghilterra ... un paio di anni fa sono andata a trovarla ... ci siamo sempre tenute in contatto, ma il pensiero di (ri)vederla da adulta mi metteva in ansia, quante domande, quante curiosità, quanti dubbi, quanti racconti mi aspettavo ... e invece, ho visto solo una donna anziana, avrà circa 68 anni, che si sente un pesce fuor d'acqua, perchè il suo mondo era là ... e parlarne le faceva male ... e così ho lasciato perdere, non ho piu chiesto nulla ... però è stato come un passo in piu verso il mio mondo, una corda in piu per tenermi legata e arrrivare là.

Quando andrò in India probabilmente, come dici tu, la troverò “diversa” da quello che ho sempre immaginato ... come immaginare il principe azzurro per tutta la vita e poi trovarsi magari un rospo ... ma un rospo con un cuore grande grande, con tutte le caratteristiche che hai sempre sognato, anche se l'aspetto esterno non è dei migliori ... soprattutto, spero di riuscire a trovare quel pezzettino di me stessa che mi manca e che , credo , sia rimasto là.

Pubblica pure questa mia lettera: sarei contenta di conoscere qualcuno che ... mi assomigli un pò ......


Grazie ancora,
un abbraccio stretto ed un sorriso a voi ...

Tantissimi auguri a voi ed alla vostra bimba,

Jyothi

 

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Lettera di Pat ()

Ho letto con piacere la raccolta di impressioni/opinioni sugli enti e devo dire che anch'io sono d'accordo.
Se posso dare un consiglio sarebbe opportuno sapere cosa prevede la legge riguardo l'adozione nei paesi stranieri, in particolare se ci sono vincoli di età diversi dai nostri: in Cile un bambino è adottabile se ha + di quattro anni, in Colombia ci sono delle tabelle a scaglioni tra età della coppia e del bambino ...
Ti spiego: siamo una coppia un po' particolare, io ho 34 anni e mio marito 43. Mio marito ha un precedente matrimonio alle spalle con due figlie che adesso hanno 16 e 14 anni, affidate alla madre, ma che un giorno sì e uno no sono con noi (fin da quando erano piccole 3 e 5 anni!!!!). Praticamente, in modo un po' diverso, ho già vissuto un affidamento!
Allora ... sembra che in molti paesi sud-americani la differenza di età italiana non venga considerata ... in India (con le suore) a parte l'età, se hai già dei figli sei tagliato fuori. Nell'est europeo le cifre e le liste di attesa sono infinite ...
Non è facile scegliere l'associazione!!!!
Sarebbe opportuno che gli assistenti sociali fossero informati su queste disposizioni perchè potrebbero aiutare la coppia a decidere se innalzare o meno l'età del futuro figlio. Nel nostro decreto i giudici ci hanno autorizzato per un bambino da 0 a 4 anni, ma nella realtà delle cose forse questo non sarà possibile e quindi dovremo chiedere la modifica del decreto oppure lasciar perdere ... oppure andare da un'associazione che ci assicuri che (grazie ad un costo più elevato) non ci saranno problemi. Infatti alcune associazioni da noi contattate non hanno posto problema per quanto riguardava la nostra età ... quindi a volte non dipende dal paese (???).

E' giusto tutto questo???
Grazie per il vostro sito.
Pat.

 

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Lettera di Emanuela ()


Ho guardato la pagina relativa alla scelta dell'ente, sono d'accordo sulla tua analisi, ma però poi credo che ai fatti tangibili e razionali al momento della scelta effettiva compaia anche una parte emotiva e in fondo si scelga l'ente che ti ha fatto una migliore impressione, con cui ti sei sentito più coinvolto.
C'è un dato che riporti sulle spese dell'avvocato in loco che mi risulta errato, mi riferisco ai 10000 euro per la Polonia, stasera a casa verificherò (stiamo adottando in Polonia), ma credo che sia necessario per maggiore chiarezza con chi legge che tu riporti anche il nome dell'associazione che te lo ha comunicato.
Volevo anche segnalarti che ad un certo punto dici che ci sono lunghe attese in questo momento ma non si sà a quale momento ti riferisci (le cose cambiano, spesso in negativo, ma speriamo anche in positivo).

Leggendo queste tue riflessioni mi sono chiesta, ma quale associazione avete scelto voi (visto che come noi risiedete in Piemonte)? Mi farebbe piacere saperlo, forse potresti aggiornare con un nuovo capitolo la tua esperienza.

Voglio raccontarti quali sono stati i motivi che hanno guidato la nostra scelta dell'ente (se vuoi puoi pubblicarlo).
Noi abbiamo una figlia biologica di 3 anni e mezzo, la nostra prima preoccupazione è subito stata di non portarla con noi in un paese in cui le condizioni igeniche lasciano a desiderare o dove ci fossero da fare vaccinazioni particolari (India, Etiopia, alcuni stati del Sud America o dell'Indocina) per questo motivo ci siamo concentrati su paesi dove i tempi di permanenza fossero brevi (e per questo motivo tempo fa ti avevo chiesto di segnalare nella tabella dei tempi i tempi di permanenza, come poi hai fatto).
Nel caso di paesi in cui potevamo portare nostra figlia il tempo di permanenza non era molto importante.
A questo punto ci rimanevano poche scelte: paesi dell'est oppure India ed Etiopia.
Nei nostri contatti con le associazioni abbiamo nel frattempo scoperto che in alcuni paesi le coppie che hanno figli biologici non sono accettate (o sono accettate solo per bimbi con problemi) e in altri è chiesto il certificato di sterilità.
Inoltre nel decreto di idoneità del Tribunale dei monori di Torino è indicato che il bambino dovrà essere nato almeno un anno dopo nostra figlia (con relativa data).
Abbiamo subito scartato per motivi ideologici le associazioni prettamente religiose (Amici di Don Bosco, Missionarie figlie di S.Gerolamo).
Così abbiamo iniziato una serie di telefonate, prima fra tutte abbiamo chiamato l'AiBi (di cui avevamo un ottima referenza per la formazione ai genitori, ma pessima referenza sui modi di fare) che ci ha rimandato al referente di zona il quale per telefono subito ci ha dato 2 stoccate:
1) siete proprio sicuri di non voler portare vostra figlia con voi? Perchè non vi rivolgete ad uno psicologo per chiedere che effetto può avere sulla bambina e sul nuovo arrivato. Mio pensiero: ma l'assistenza psicologica non la dovrebbero fornire loro?
2) Noi chiediamo che la coppia dia disponibilità per una fascia d'età tra 0 e 6 anni, in caso negativo è meglio che vi rivolgiate ad altre associazioni. Mia domanda: ma è il decreto che ci impone l'età.
Risposta: rivolgetevi ad altri. Soluzione: AiBi scartata.

Abbiamo richiesto poi documentazione ad altre associazioni e man mano le abbiamo visionate, tra le varie associazioni intanto qualcuna ci aveva detto che non accettavano nuove coppie causa troppe coppie da seguire (siamo nel periodo che va da luglio 2001 a settembre 2001). Così avevamo quasi deciso per Internationa Adoption di Artegna (UD) anche se lontana, ma di cui avevamo ottime referenze da 2 coppie che frequentiamo negli incontri tra genitori adottivi.
Ma purtroppo alla mia chiamata ad inizio settembre 2001 mi dicono che non accettano nuove iscrizioni di riprovare dopo un mesetto ma non mi assicuravano niente.
Non abbiamo aspettato e siamo andati a visitare altre due associazioni L'Airone e La Cicogna, ottima impressione da tutte e due, ma i tempi di attesa molto diversi: 18/24 mesi la prima per la Bulgaria e 6/7 mesi la seconda per la Polonia. I costi della Cicogna sono alti rispetto ad altre associazioni, ma l'estrema chiarezza e praticità della titolare ci ha fatto decidere per loro.
Non so ancora se la scelta è stata quella giusta, staremo a vedere!!

Sono stata lunghissima e me ne scuso, ma mi sembrava opportuno raccontare la mia esperienza, quando troverò un po di tempo ti invierò la mia esperienza completa, dalla presentazione della domanda (novembre 1999) ad oggi.

Ciao Emanuela

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Nostri commenti alla lettera di Emanuela:

Grazie Emanuela del tuo intervento.
Volevo precisare che l'informazione sui 10000 euro richiesti dall'avvocato polacco l'ho sentita personalmente da un genitore adottivo che era appena arrivato dalla Polonia con il bimbo e che ha raccontato la sua esperienza in un incontro del 1/2002 di un gruppo di genitori adottivi di Torino (Gruppi Volontari per l'Affidamento e l'Adozione): non so dirti, tuttavia, che cosa fosse "compreso" in quella cifra sborsata all'avvocato.
Per quanto riguarda l'associazione, ci siamo affidati alla CIFA. Mi chiederai probabilmente ... come mai? Come traspare anche dal tuo intervento, le motivazioni che portano alla scelta di un ente sono molte e talvolta contingenti (tempi di attesa, iscrizioni disponibili). Noi di associazioni ne abbiamo sentite abbastanza, ... praticamente tutte quelle che operano in Piemonte! La maggior parte ci hanno fatto una buona impressione, anche se ovviamente ciascuna poteva avere una impronta specifica che poteva ispirare di più o di meno. Se devo essere sincero, il "NOVA", "Centro Aiuti per l'Etiopia" ed il "NAAA" sono quelle che ci avevano ispirato di più tra quelle contattate.
Ci chiederai, ... perchè non avete scelto una di quelle, allora?
Beh, ... la prima onestamente ci aveva parlato di tempi di attesa ipotizzabili di 3 anni (se calcolati in quel preciso momento, 12/2001) e non aveva in programma a breve nemmeno il corso "propredeutico"... ci hanno poi gentilmente contattato qualche mese dopo quando avevano definito tale data ... però ormai ci eravamo iscritti al corso del CIFA!
Il "Centro Aiuti per l'Etiopia" aveva chiuso (parlo sempre del 12/2001) le iscrizioni, perchè la loro lista di attesa si era fatta troppo lunga e, onestamente, non volevano vincolare nuove coppie a dare loro il mandato (infatti si può dare il mandato ad un solo Ente per volta) lasciandole libere di cercare soluzioni migliori, relativamente ai tempi di attesa: ci siamo comunque iscritti ad una loro lista di attesa (parallela a quella ufficiale delle coppie che avevano già dato loro il mandato) per ricevere aggiornamenti della situazione.Abbiamo continuato ad avere contatti via e-amil con quell'Ente che si è dimostrato sempre molto sollecito ed attento ai nostri interessi.
A questo punto ci siamo iscritti al corso del CIFA (anche se era programmato dopo tre mesi) ... siamo entrati nell'ansia di non riuscire neppure ad iscriverci ad un ente per via della chiusura temporanea delle iscrizioni!!! Tra l'altro il CIFA operava anche in Etiopia ed aveva come riferimenti locali gli stessi del "Centro Aiuti per l'Etiopia".
Per quanto riguarda il "NAAA", ... ormai avevamo pagato l'anticipo per il corso del CIFA ... i Paesi in cui operavano non differivano molto tra le due associazioni ... poi c'era ancora la speranza di adottare in Etiopia (ipotesi che poi in seguito è scemata durante il corso CIFA, in quanto hanno subito detto che per il momento non accettavano nuove coppie per quel Paese)..
Insomma .... alla fine abbiamo fatto il corso CIFA, ci hanno proposto la Colombia come Paese in cui presentare la domanda, ... ci abbiamo pensato su una settimana ... e poi abbiamo dato loro il mandato! Vi saprò dire ....

Enzo

 

 

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Lettera di Oriana ()


Ciao, mi chiamo Oriana e anche per mio marito e me è cominciata (con grande trepidazione) la "storia dell'adozione".

Il sito http://adozionigiuste.datafox.it ci ha aiutati molto, non fosse altro per placare le ansie dei:

e adesso cosa dobbiamo fare
e ora cosa succede
quando dobbiamo fare questo
.......
Leggendo qui e la ho notato che non è aggiornata la pagina dei costi, almeno per quel che riguarda il pagamento dei ticket degli accertamenti clinici.
Non so se avrete modo di aggiornarla, comunque vi invio una dettagliata cronistoria sull'argomento trovato sul sito www.genitorisidiventa.it.

La questione (pagare o no il ticket) ci ha dato filo da torcere, non riuscivamo a capire cosa a fare e non trovavamo riferimenti normativi ..... ora li abbiamo (purtroppo).
A quanto pare siamo tenuti a pagare tutto, pur rivolgendoci a strutture pubbliche.

Cordiali saluti e buon lavoro a tutti

Oriana

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Nostri commenti alla lettera di Oriana:

Cara Oriana,
e ffettivamente la pagina dei costi è un po' obsoleta. D'altra parte ormai siamo tutti rassegnati a pagare cifre non molto giustificate se si pensa alla finalità di un'adozione.

In http://adozionigiuste.datafox.it/esperienze.htm#societa ho affrontato in parte il problema di "Esenzione ticket sanitari per gli esami richiesti per l'adozione" citando il link da te suggerito.

Fammi sapere
Enzo

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Siamo una coppia che ha da poco intrapreso il difficile percorso dell'adozione e, per complicare ancora di + le cose, abbiamo dei problemi nell'ottenere il consenso di uno dei nostri genitori. Facendo capo al tribunale di Milano, sapreste indicarci quali possibilita' abbiamo di procedere in assenza di tale requisito?

Vi ringraziamo anticipatamente.
Cordiali saluti,
Angela e Francesco

Risposta:

Non saprei per Milano, ma il consenso dei genitori non è un requisito indispensabile per legge. Molto comunque dipende dalla sensibilità dei giudici e dal peso che loro vogliono dare a tale circostanza.

A presto
Enzo

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Sono una studentessa laureanda in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Milano; sto preparando la tesi di laurea sull'adozione, in particolare sul tema degli aspetti psicologici e sul rapporto genitori-figli. Vorrei trattare un tema che spesso viene trascurato, ma esistente e anche più frequente di quanto si pensi: la restituzione del bambino adottato. Vorrei sapere se c'è una legge che la prevede e in quali termini e inoltre vorrei sapere che ruolo svolgono tribunali ed enti autorizzati in queste situazioni. Fino ad oggi non sono ancora riuscita ad avere risposte esaurienti, vi sarei molto grata se mi poteste aiutare. Vi ringrazio per l'opportunità e per l'attenzione rivoltami.

Alessandra

Risposta:

Cara Alessandra,
le leggi che riguardano le adozioni le puoi trovare andando a vedere direttamente in http://adozionigiuste.datafox.it/leggi.htm e visitando i link che trovi in http://adozionigiuste.datafox.it/link.htm#leggi.
Sicuramente se si tratta di una adozione nazionale e questa viene concessa con "rischio giuridico", la famiglia che adotta sa che per un periodo di qualche anno (mi sembra 2, ma la legge in questo è chiara) il bimbo non è ancora giuridicamente loro figlio. Infatti, se le condizioni che avevano determinato la richiesta di adozione del bimbo non sussistono più o, più spesso, se qualche parente si fa avanti per avere il bimbo e viene riconosciuto come in grado di garantire un adeguata famiglia per il piccolo, in bambino può essere tolto alla famiglia adottiva. Tuttavia, dal momento che i giudici, prima di dichiarare un bimbo adottabile hanno il compito di indagare se nell'ambito della parentela c'è qualcuno che desidera e che può prendersi carico del bimbo, l'eventualità che un bimbo adottato con "rischio giuridico" venga restituito a qualche parente della famiglia di origine è, almeno in Italia molto basso (vedi statistiche in http://adozionigiuste.datafox.it/statistiche.htm). Inoltre, se il giudice pensa che le condizioni che determinano la necessità di allontanamento del bimbo dai genitori siano solo temporanee non dovrebbe dichiararlo adottabile ma richiederne l'affidamento. Penso tuttavia che, come altri aspetti relativi alla legge sull'adozione, molto dipenda dai giudici e dalla loro sensibilità e capacità.
Per l'adozione internazionale il bimbo diventa figlio della famiglia adottiva prima del suo viaggio in Italia a tutti gli effetti per il Paese estero, mentre diventa cittadino italiano solo successivamente in Italia dopo avere sbrigato alcuni iter burocratici che possono impiegare qualche mese, ma si tratta solo di burocrazia ... ormai è tuo figlio. Alcuni Paesi esteri (es. Sri Lanka, Vietnam) hanno leggi che prevedono che la madre biologica del bimbo sia presente durante la sentenza finale e possa quindi decidere anche all'ultimo momento di rifiutarsi a dare il figlio in adozione. Infatti in questi Paesi è spesso la magre stessa che richiede, per motivi di povertà e/o di costrizioni morali (es. ragazza madre) di dichiarare il figlio adottabile.

Sarei molto contento se, quando avrai terminato la tesi tu volessi inviarmela in forma elettronica via email: se anche tu lo credi opportuno, potrei pubblicarla nel sito come ho già fatto per altre tue colleghe.

A presto dunque.
Enzo


 


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